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I senza sedia

Se in una sera d'autunno, quando la luce si è fatta corta, ma l'aria non ha perso del tutto il suo tepore, passerai per le strette vie di un paese del Sud - strade fatte per il piede che cammina, non per lo pneumatico che sfreccia - potrai annusare l'aria e ascoltare il suono dei tanti passi che hanno lisciato e lucidato i lastricati. In quelle sere le sedie fuori dagli usci per le chiacchiere tra i vicini che scacciano la solitudine e sono le fondamenta delle comunità vengono presto ritirate, l'ora delle chiacchiere sull'uscio si fa breve, l'aria salmastra spinge a varcare le porte e a lasciare che all'interno a raccontare sia un rettangolo luminoso. Ma fuori, se avrai la pazienza di aspettare, il popolo dei senza sedia si raccoglierà numeroso. Le donne indossano il nero del lutto, gli uomini hanno mani che hanno conosciuto il lavoro duro dei campi. Le loro storie parlano del ritmo delle stagioni, di vite che iniziano e finiscono, della dignità nascosta t…

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