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Luce

Apro gli occhi un attimo, le palpebre sono pesanti saracinesche male oleate, la luce è pallida, mia madre mi guarda con un sorriso, provo a ricambiare, è rassicurante, e mi pare di poterle raccontare della prima volta in cui vidi la luce: mi ferì, e ne ho coscienza solo ora, era quella della scialitica che apparve accecante ai miei occhi di talpa, di essere acquatico, dotato di branchie. Accecante - perché mai sperimentata prima - mentre emergevo tra le sue cosce contratte per il dolore e lei ed io urlammo all'unisono tutta la fatica della separazione. Ora scende, dal soffitto da dove mi guarda, chissà da quanto tempo, e non so come ci troviamo in un auto in una notte buia dall'aria frizzante, sono bambina, avrò quattro anni, lei chiede a papà di fermarsi a lato della strada nei pressi del tornante e tenendomi per mano mi porta sul ciglio e mi dice di guardare laggiù, le luci sono migliaia, minuscole, di tutte i colori, e mi dice è il paese delle fate. Hai un bel chiamarlo in…

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