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Il giocatore

Quando era piccolo era quello che resisteva più a lungo, rimaneva nascosto e silenzioso per ore e , siccome solitamente era un chiacchierone, quei silenzi e quelle lunghe assenze tuonavano come il rombo di saette che si scaricano vicine durante un temporale di fine estate. Imponeva i suoi vuoti ai compagni di gioco che ne rimanevano attratti come dalle storie fantastiche che sapeva raccontare e lui,  consapevole di questo, li ammaliava con la presenza e con l'assenza giocando la sua partita personale all'interno del gioco di tutti. Perfino sua madre lo chiamava a lungo perché rientrasse quando i tardivi tramonti estivi dopo l'esplosione dei colori andavano spegnendosi , scandendo l'ora X che d'inverno spettava a Carosello, e lui amava spaventarla, zitto e nascosto contava mentalmente i numeri delle reciproche resistenze, ed ogni giorno stabiliva un record, ed ogni giorno era lei che, sconfitta ed impaurita correva a chiamare suo padre, ed il padre, che quel bambin…

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