martedì 23 agosto 2016

Incipit:Un giorno questo dolore ti sarà utile




Gillian, mia sorella, ha deciso di pronunciare il suo nome con la g dura lo stesso giorno in cui mia madre è tornata dalla luna di miele in anticipo e da sola.

Peter Cameron.Un giorno questo dolore ti sarà utile. Adelphi . Traduzione Giuseppina Oneto



New York, estate 2003 James Sveck, ha finito le superiori, ha 18 anni e dovrebbe andare all'Università, ha una madre gallerista di arte moderna

Mia madre ha aperto la galleria due anni fa, dopo il secondo divorzio: voleva "fare" qualcosa, diceva, e uno poteva pensare che volesse lavorare, ma invece no: "fare" voleva dire comprare un mucchio di vestiti nuovi


al terzo matrimonio che naufraga durante la luna di miele, una sorella più  grande che potrebbe occuparsi dei suoi problemi in cambio di una macchina nuova, un padre che lavora a Wall Street in procinto di sottoporsi ad un intervento di blefaroplastica e fortunatamente una nonna saggia che sa ascoltarlo


c'era mia nonna che mi ascoltava, che sembrava accettarmi come mi accettava solo lei, e fuori, tutt'intorno a noi, un sereno sabato estivo e un mondo non ancora sopraffatto dalla stupidità, dall'intolleranza  e dall'odio.

James, come spesso succede alla sua età, non sa esattamente cosa vuole, ma sa esattamente cosa non gli piace

Le persone, almeno per quello che ho visto fin adesso, non si dicono granché di interessante . parlano delle loro vite, e le loro vite non sono interessanti. Quindi mi secco. Secondo me bisognerebbe parlare solo se si ha da dire qualcosa di interessante o necessario.

Io mi sento me stesso solamente quando sono solo. Il rapporto con gli altri non mi viene naturale: mi richiede uno sforzo.

Non gli è facile comunicare con gli altri:

Quasi tutti pensano che le cose non siano vere finché non sono state dette, che sia la comunicazione, non il pensiero a dargli legittimità. E' per questo che la gente vuole sempre gli si dica "Ti amo, ti voglio bene". Per me è il contrario: i pensieri sono più veri quando vengono pensati, esprimerli li distorce o li diluisce (...)

Ha la sensazione che tutto dipenda dal caso:
Persone che potrebbero per te essere importanti, ti passano accanto e se ne vanno. e tu fai altrettanto. come si fa a saperlo?

Lo sconvolgono la prevedibilità dei coetanei, anzi dell'umanità in generale

L'ho trovato uno spettacolo un po'deprimente, perché avevo sempre pensato -o sperato- che gli adulti non fossero necessariamente schiavi dello stesso cieco conformismo di tanti miei coetanei.

Ha una certa consapevolezza della sua sessualità ancora inespressa. E' inoltre conscio della sua inadeguatezza agli standard, previsti dalla società, relativi alla sua età, classe sociale, sesso, al contrario di coloro che lo circondano che sembrano mascherarsi dietro la prevedibile conformità per non fare i conti con la propria infelicità. Ecco tutto quello che ha reso ai miei occhi, James Svenk un personaggio adorabile

sabato 20 agosto 2016

Vacche ed aquiloni




Davanti a me le vacche si muovono al pascolo e più che vederle le sento.
Il concerto dei loro campanacci e la suo eco riflessa dall'erta salita alle mie spalle le rende più vere, avvolte come sono in queste nuvole di vapore in risalita dalla calura della pianura.






Quando la nebbia si fa meno fitta, più che sul Grappa, sembra di stare in un quadro di Turner.
Leggo innaturalmente seduta in auto, i finestrini calati in questa finzione di autunno, troppo umido il terreno per sdraiarmi con la coperta sul prato.
Ora finalmente satolle si sdraiano a ruminare e scompaiono nuovamente nella nebbia.
In lontananza, quelle non ancora sazie accompagnano, col dolce concerto, la fine del libro, mi spingo verso il sonno, ma dalla nebbia compaiono ora due bambini che corrono innanzi ad un aquilone, non sanno che la nebbia è nemica di voli colorati, e cercano di sospingerlo a decollare con le voci, ma dura più il tempo che passeranno a snodare il filo di quello in cui il rombo colorato si leverà dal suolo.
Chiudo gli occhi aspetto che passi il Rex  lo saluterò per voi

lunedì 15 agosto 2016

Di monti, di vento, di colore





Dalla cima del Vermoi 2929 mt




Di questi giorni rubati sui monti che resterà?
La croce che, enorme, inganna l'occhio di chi sale e sembra sempre a portata di mano ma si sposta inesorabilmente più avanti e più in alto e il vento rabbioso che gratta la pelle del viso, fa lacrimare gli occhi, gela le mani che trovano, grate, un paio di guanti dimenticati in fondo allo zaino dal più mite inverno che mai li aveva richiesti; ma poi quel vento rabbioso si fa perdonare perché regala mondi infiniti, una volta raggiunta la vetta, mondi in cui perdurano ghiacci e nevi seppur allo stremo della loro candida e cristallina resistenza, mondi lontani ma a portata di mano che fanno pensare alla bellezza ed alla perfezione, che fanno pensare che, chi apre il suo cuore a tanta meraviglia, con lo stesso stupore dell'infanzia non potrà mai nuocere, perchè ha compreso l'ordine delle cose e il rispetto che c'è alla base di tanta perfezione, e il senso di gratitudine per averne fatto parte per l'attimo in cui in cui si è manifestata.
Un bosco di abeti bianchi, non la fitta foresta del lupo che aspetta Cappuccetto Rosso, ma un bosco magico di tronchi argentei, muschi verdi e radure di prezioso smeraldo in cui la luce dorata del sole, che va calando, filtra e, guardando verso l'alto le chiome rade ed eleganti, stondate, di questi giganti secolari, la danza illuminata di pulviscolo e insetti, come una pioggia di luce, come un planetario diurno in cui posare lo sguardo per cercare di identificare il nome di immaginarie costellazioni.
I profumi delle resine al sole, quello delle erbe e quello selvatico di caprioli che danzano poco davanti a te, aprendoti la via del ritorno

lunedì 8 agosto 2016

Costruire

Francine Van Hove
Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente



















penseresti a una partenza

Ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora

Penseresti all'odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa

Al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo

Nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione
 Ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione

Così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento

Nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire 
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione

Ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve


Ora vorrei sperare di non vedere cadere la neve l’8 di agosto
ma per il resto le parole di questa canzone mi sono sembrate
perfette
Perfette perché se unisco con una linea immaginaria le sue parole,
pian piano prende forma il tuo viso.

Costruire è un’azione che ti riesce naturale,
non è da tutti, sai ?

costruire è il tuo atteggiamento positivo verso la vita,
la tua necessaria apertura verso gli altri,
il tuo ponte tra il passato e il futuro.

Costruire sono i milioni di parole che hai riposto
con cura qui nel tuo orticello di fragole
sono i pensieri che escono dalla tua penna per
colpire  dritto al cuore, al nostro cuore.

Così  oggi  che è l' 8 agosto penso che tutte le parole
più belle del mondo debbano essere dedicate a te,

Buon Compleanno amica cara, so che mancheranno
gli auguri più preziosi, ma cercheremo di farti sentire
quanto grande è il nostro affetto per te.

Auguri Amanda!

giovedì 4 agosto 2016

Coreografie celesti

Conversazione aperta. 1 messaggio non letto.
Visualizzazione di Documento senza titolo.docx.

martedì 2 agosto 2016

Bologna 2 agosto 1980


voi che c'eravate e non volete dimenticare
voi che non eravate nati e volete sapere
leggete di loro,  sono la nostra storia e noi, la loro memoria

sabato 30 luglio 2016

Il mio giorno di sole



 foto francesca vinzia



da otto anni il mio giorno di sole è:
  • musicale solo a pensarlo subito parte una colonna sonora intelligente senza essere snob
  • fotogafico e anche se è un giorno di sole, stampato viene un po' in bianco e nero
  • rasserenante e mi bastava attaccarmi al telefono, anche in piena notte, quando la terra ballava sotto ai nostri piedi (sotto i suoi più che sotto ai miei) per sentirmi abbracciata e "ansiosamente" più tranquilla
  • presente, perché  è con me, dall'inizio di questa avventura con i blog e sempre quando serve
  • dolce perché ammettiamolo la golosità non è acqua 
  • lontano anche se tempo e spazio , ormai sappiamo, sono relativi

  • felino perché miao è miao  per sempre



Tanti auguri per il tuo giorno di sole, Alle