Monsieur e Madame

 

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Monsieur era sempre estremamente elegante, usciva con mantelli di velluto blu, a volte perfino tempestati di cristalli, il panciotto serico, la tuba. Oppure indossava frac di alta sartoria con gilet di broccato di seta. Ai più poteva apparire eccentrico, ma, alla fine di una attenta analisi, tutti, ma proprio tutti, concludevano che era solamente di una classe inappuntabile. In tanti si chiedevano dove andasse, chi frequentasse. Si favoleggiava di feste sontuose con i rappresentanti dell'alta società,  diplomatici, giri esclusivi. Di fatto erano probabilmente così esclusivi che nessuno ne sapeva nulla. Chi gli era più vicino era a conoscenza del fatto che Monsieur non avrebbe amato quelle feste ricche di chiacchiere superficiali e alcool che accompagnavano i ritrovi dell'alta società. Si vestiva così unicamente perché quell'eleganza ricercata faceva parte del suo tratto distintivo, ma quello che amava soprattutto era il tempo che le ore notturne offrivano a chi, come lui, gradiva meditare senza il fastidioso brusio della vita quotidiana a fare da colonna sonora. Si incamminava per le vie, ascoltando lo scalpiccio dei propri passi sul selciato e intanto lasciava fluire i pensieri. Uomo a detta di tutti molto colto, disquisiva con competenza di musica, filosofia, arte, storia. Qualcuno riteneva che avesse molto viaggiato, ma i più attenti tra i vicini sostenevano di vederlo uscire in orario variabile, a seconda delle stagioni, immancabilmente ogni sera di casa. Madame era invece una persona cordiale, socievole, molto sorridente. Non la si sarebbe definita una dama di alta classe, un tipo alla mano piuttosto, seppure attenta al decoro. Il suo incedere lesto, la sua parlantina sciolta creavano attorno a lei un'aura vivace: una sorta di calore che irradiava dalla sua persona. Quasi sempre qualche ricciolo sfuggiva dalla perfetta acconciatura con la quale usciva di casa al mattino. Le gote si imporporavano ma non per l'imbarazzo, anche perché era difficile non avesse la risposta pronta a qualsiasi battuta, quanto piuttosto per il suo incessante, seppur garbato movimento. Di Monsieur e Madame non si conoscevano consorti ufficiali ma nessuno avrebbe potuto raccontare qualcosa di sconveniente a loro riguardo. Di Madame si sapeva che amava fare lunghe passeggiate all'aria aperta e che poco si curava che questo potesse alterare il candore del suo incarnato. I due si incontravano sullo scalone del palazzo in cui entrambi dimoravano: un cenno del capo e poi via uno in entrata, l'altra in uscita o viceversa. Eppure c'è chi racconta che ci fosse qualcosa di più di un semplice saluto in quel cenno. Qualcuno ha alluso al fatto che potessero essere amanti. Così diversi eppure così complementari sotto molti punti di vista. Altri sostenevano che solo Madame De Jour sarebbe stata in grado di tener testa alle conversazioni dotte di Monsieur La Nuit e che solo lei con quel suo carattere così aperto avrebbe potuto affrontare lati oscuri di quell'uomo così silenzioso, solitario, schivo. Ma  solo  quei cenni discreti in entrata e in uscita dall'androne del palazzo  risultavano palesi e tutti, perfino i più pettegoli dovettero farsene una ragione.








Commenti

  1. Delicata ed elegante traslazione retorica.. stavolta ti ho letta prima su Instagram.. appena un attimo prima che arrivasse Madame.. ;)

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    1. Quando arriva arriva e che ci facevi sveglio all'alba?

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    2. ..le abitudini sono dure a morire.. e poi nel silenzio addormentato si crea meglio, e si legge riposati..

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  2. Ovvero, di come mi innamorai dello scorrere del tempo!
    Un abbraccio, delicatissima Amanda

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  3. Vedo che i traslochi fanno bene
    Non hai perso niente, forse guadagnato qualcosa in eleganza.

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  4. io me li immagino un po’, che bello leggerti Amanda

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