Incipit: Lo scheletro nell'armadio








Ho notato che quando qualcuno ti telefona, e non trovandoti lascia detto di richiamarlo appena torni perché è una cosa importante, la cosa di solito è più importante per lui che per te. Se si tratta di farti un regalo o un favore la gente per lo più riesce a contenere la sua impazienza entro limiti ragionevoli. sicché quando rientrai a casa giusto in tempo per bere un sorso, fumare una sigaretta e leggere il giornale prima di vestirmi per la cena, e Miss Fellows, la mia affittacamere, mi disse che Alroy Kear mi pregava di telefonargli subito, ritenni di poter ignorare senza danno la richiesta.

W. Somerset Maugham. Lo scheletro nell'armadio. Gli Adelphi. Traduzione Franco Salvatorelli.

Storia di scrittori inglesi, più o meno famosi e storia di una Bocca di Rose. Ashenden , il narratore, alter ego dello  stesso Somerset Maughan, è uno scrittore di "modesta" fama che viene contattato da un suo collega Alroy Kears, cacciatore di bestsellers,

La caratteristica più fulgida di Alroy Kear era la sincerità. Nessuno può essere falso per venticinque anni di seguito. L'ipocrisia è il vizio più difficoltoso e snervante che un uomo possa coltivare; richiede una vigilanza continua e una rara abnegazione. Non può, come l'adulterio o la ghiottoneria essere praticato nei ritagli di tempo; è un lavoro a tempo pieno

alla morte di un terzo collega, Edward Driffield, in quanto incaricato dalla seconda moglie di questo di vergarne la biografia.

I suoi romanzi si dà il caso mi annoiano;li trovo lunghi; i casi melodrammatici con cui cerca di stimolare il pigro interesse del lettore mi lasciano freddo; ma certamente era sincero. Nei suoi libri migliori c'era il fermento della vita, e in tutti si avverte l'enigmatica personalità dell'autore

La vedova devota si prefigge, grazie alla biografia  di perpetuare la fama di Driffield, sa infatti che Ashenden lo ha conosciuto da ragazzo mentre, liceale, stava in vacanza sulla costa presso la canonica dello zio, Pastore a Blackstable. Driffield ai tempi era sposato con Rosie ritenuta personaggio sconveniente dalla buona società dell'epoca e in generale anche da quella odierna. Rosie che prima del matrimonio lavorava in una locanda di dubbia fama ama essere amata ed in paese non si capisce fino a che punto Driffield sia consapevole della condotta della donna. Il giovane Ashenden è affascinato dalla eccentricità della coppia, nella prima estate in cui fa la loro conoscenza, contro la volontà dello zio, indugia in lunghe passeggiate in bicicletta e in partite a carte in cui il quarto al tavolo da gioco è l'amante "ufficiale" di Rosie. Ashenden incontrerà nuovamente Rosie, dopo una rocambolesca fuga dei due sposi da Blackstable ed a quel punto non potrà che subirne il fascino e cadere nell'errore di poter essere il suo amore. Per lo stesso Ashenden la presa di coscienza della "generosità" di Rosie in fatto di schermaglie amorose, sarà un duro schiaffo all'amor proprio. Poi Rosie compirà la sua scelta e a Driffield non resterà che rassegnarsi alle amorevoli cure della seconda moglie che spegnerà lo stile della sua prosa

Commenti

  1. Io segno, i problema è che tra poco uscirò io di casa per fare posto ai libri...

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    1. Se abitassi più vicino te lo presterei

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  2. Gustoso incipit: fa venir voglia di andare avanti a leggere, per empatia totale con l'io narrante... :)

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  3. Uno scrittore che mi manca, e dopo questo passaggio me lo segno tra i libri da prendere (se non sbaglio, questo scrittore piaceva un sacco a Terzani).

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  4. Mi piace Maugham, questo mi manca. Tengo a mente!

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  5. Quella sull'ipocrisia me la segno. Mi sembra stuzzicante e parecchio cinematografico.

    Curiosità: Maugham aveva una villa a Cap Ferrat vicina a quella di André Cane, un mio lontano parente, storico della Costa Azzurra.

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  6. Gran narratore, hanno tratto dei bei film in passato.

    @ Ernest : ho diciamo lo stesso problema nella mia umile dimora...

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  7. A proposito bel post e blog, un po' alla volta andrò a ritroso per leggere i post.

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  8. La settimana scorsa abbiamo traslocato. Nel marasma che caratterizza ogni trasloco che si rispetti, il coniuge commenta: “Bene: 7 scatoloni di libri e 2 di pentole, piatti, bicchieri. Ti sembra il giusto equilibrio?”.
    Ora chi glielo spiega che, nell’attesa della cucina (dettaglio trascurabile in una casa), già penso ad altri libri da acquistare??

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