Surfista di primo pelo





36 gradi all'ombra, al sole ci si potrebbe friggere un uovo sul capino del vero uomo italico che, pur non possedendo più una piumetta al vertice, decide che lui deve far rosolare ogni millimetro di cute nuda e priva di protezione solare. Il mare è piatto, il piede che si immerge desideroso di refrigerio crede di essere penetrato nella pentola del caciucco anche se si tratta dell'Adriatico e non del Tirreno. 
Stordita cerchi di recuperare, rigorosamente sotto l'ombrellone, un po' del sonno perso durante la notte per la sauna quotidiana; dalla sabbia salgono i vapori e nel dormiveglia già pensi che l'immagine che si è andata formando sia quella di una fata morgana, un miraggio: la processione avanza, apre il corteo un padre villico, reca seco un carretto trainato con furia alzando un polverone da diligenza del far west, ogni passo una parola e tre bestemmie, imparano in fretta gli extraregionali, una volta trapiantati in Veneto, il teorema sacro enunciato da Tina Merlin "il veneto: una parola tre bestemmie, altrimenti il dicorso non  scorre"; dietro al concionatore solitario, un ragazzetto recante una vanga, non un badiletto da spiaggia, no proprio una vanga, segue una donna dall'aria nervosetta che non si riesce ad inquadrare nel contesto umano della processione, ed infine incedono loro, lui e lei: i divini. Lei la madre giunonica, procede su di un paio di ciabattine da mare con tacco, avvolta da un pareo lieve e fluttuante, metri e metri di seta si levano e ricadono sul petto matronale, giuro di aver colto in alcuni sguardi maschili la fantasie di naufragi dentro a quelle pompose forme; fresca nella calura, leggera nonostante la riguardevole mole, sorridente, coinvolgente, avvolgente. Lui 30 cm di pelo soffice, dimensione Idefix, stesso carattere fiero, ma dai colori bruniti, posto sotto il braccio della matrona, le orecchie svolazzanti nella brezza creata dall'incedere della giunonica padrona.
I due noncuranti del calore, del tono esacerbato del di lei marito, del tono rassegnato del di lei figlio, del mutismo estatico della non meglio identificata creatura nervosa di sesso femminile, lasciano tutto il corteo sulla spiaggia a montare e smontare suppellettili e si dirigono, dopo essersi liberati del pareo, tavola da surf alla mano, tra i flutti e dopo una breve immersione degna di un campionato del mondo di nuoto sincronizzato a due, la matrona, bacia Idefix e lo pone sulla tavola da surf, alla prima evoluzione tutta la folla si alza plaudente

Commenti

  1. Quadro pigramente, mollemente, tropicalmente delizioso.

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  2. Descrizione meravigliosa. <3 Idefix!

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    1. aveva due orecchie pelosette da asciutto che erano una meraviglia :)

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  3. Ah ah, avrei voluto esserci anch'io, al mare intendo, come ti invidio!!
    Francesca

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    1. sicuramente meglio che in città

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  4. ma non era meglio andare in montagna?
    il serfista mi piace assai però, lui e matrona incorporata.

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    1. ma se lunedì sui monti ho patito un caldo infernale

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  5. il cane da surf.....ci vuole molta fantasia, ma a occhio e croce direi che è un cane che si diverte :)
    beata te, monti e mare! buon fine settimana ragazze e ragazzi

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    1. giuro che era vero l'ho visto e secondo me rideva beato

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    2. no no non metto in dubbio che tu l'abbia visto, mi riferivo a me e alla mia immaginazione: non avrei mai pensato che potesse esserci un cane che sta su una tavola da surf.... :)

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    3. ah se è per questo neanche io :D

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  6. che spettacolo! il cane surfista avrei voluto vederlo! :-)

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  7. Rocky ha riconosciuto nella foto un suo lontano cugino , sportivo dilettante e un pò esibizionista...Il tripode ci tiene a far sapere che se non fosse per il fastidio della salsedine nelle orecchie e il sole che gli scolora il pelo, lui saprebbe fare anche di meglio..:-)

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    1. scolora il pelo..... dona nuance dorate
      e digli anche che si faccia la doccia dopo il mare che così il salso non prude nelle orecchie
      (secondo me si sta montando la testa dopo la sfilata)

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  8. confermo....vedi ultimo post ;-)

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  9. La famigliola che hai descritto, accento veneto a parte, non sfigurerebbe in nessuna delle spiagge pugliesi, te lo assicuro.

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    1. ah certo io al mare in Puglia per anni sono andata :)

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