La sera di Ognissanti




E mi incanto a osservare i volumi delle montagne ridotti a sagome violette un attimo prima che il sole si tuffi dietro al pascolo più alto, i piani successivi come intagliati in carta da origami.
Tra un piano e l'altro la foschia.
E, improvviso, il freddo si insinua dal basso tra l'erba ed i sassi e azzera il profumo del timo selvatico, ultima vestigia dell'estate.
E il silenzio ammanta ogni cosa.
Poi si affaccia la luna.




Commenti

  1. Belle foto e gran bei versi, anche se, come sai, mi vienela lacrimuccia quando leggo "ultima vestigia dell'estate" ...

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  2. E ora arriverà il freddo, quelle belle mattine luminose terse e pungenti

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  3. Che sei una maga delle parole ormai l'ho appreso da tempo ma qui tocca farti i complimenti anche per le foto. La terza è perfetta, "completa" come dico io di una foto che racchiude il tutto in modo armonico.
    Ciao Amanda, sono felice di rileggerti, era un po' che non ti vedevo nella blogosfera e ti avevo chiesto se andava tutto bene nel tuo commento al mio post :)

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    1. Grazie cara Francesca, in effetti non è un grande periodo, mamma è ricoverata ormai da più di due mesi e ci sono continui alti e bassi, è la vita

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    2. Si immaginavo dopo aver letto nel tuo blog delle sue disavventure. Le auguro e ti auguro il meglio che possiate desiderare, vero è la vita ma se ogni tanto ci concedesse qualche tregua non sarebbe male. Auguri di cuore.

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    3. Grazie Amanda, è sempre bello leggerti e guardare le tue foto.

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  4. che bello, non aggiungo altro

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  5. Ho pensato a te quella sera. Ci ho pensato mentre il mio nonno materno non c'era più. Ha scelto quel giorno per andar via e la mia mamma era ancora incredula, non si era abituata all'idea. Ho pensato che, in fondo in fondo, meglio non sentirsi pronti che sentirlo urlare, come mi è stato raccontato, per qualche altro giorno, in una stanza d'ospedale. Lui che non ha mail alzato la voce in vita sua, sentirlo urlare prima d'andar via, no, non sarebbe stato giusto. Va così.
    Forza Amanda. Tieni duro.

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