Marialaportinaia

Sonia Marialuce Possentini



I nati a cavallo tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio dei settanta in Borgomagno ebbero due supreme paure durante la loro infanzia : il buio e marialaportinaia. E credete a ciò che quanto di amandapiccola ancora alberga in me sta per rivelarvi, si faticava molto di più a prendere sonno al pensiero di marialaportinaia che a dover  attraversare quindici metri di buio corridoio in una notte d'inverno a causa di un bisogno impellente imprevisto quanto inopportuno.
Marialaportinaia  non superava il metro e  cinquantadue centimetri, millimetro più, millimetro meno, aveva capelli grigi che viravano ora al lilla ora all'azzurro e due gambe secche ma muscolose coperte inverno ed estate da spesse calze color fumo di Londra, portava una vestaglietta incrociata fiorita sopra vestiti che variavano dal grigio canna di fucile al nero ed imbracciava una scopa come un appartenente alle forze speciali israeliane imbraccia un AK47 , come armi supplementari sfoggiava uno sguardo capace di penetrare la carne di qualsiasi essere umano sotto i dodici anni come la lama della katana di un samurai in procinto di fare harakiri e la lingua più feroce di tutto il nordest. Marialaportinaia era la zarina del cortile. Abitava in una stanza con bagno e cucina al rialzato del civico 40. Dalla sua unica finestra dominava il cortile, dalla porta vigilava sia ingresso anteriore che posteriore al suo stabile, nemmeno una mosca poteva pensare di valicare i confini del suo regno inosservata. Cinquanta bambini tacevano all'unisono per un suo solo cenno, cinquanta bambini scappavano annichiliti dal panico non appena apriva bocca. Cento genitori solevano minacciare i figli di fare o non fare una cosa qualsiasi giocandosi la carta del " arriva marialaportinaia" o la variante subdola e vile del "lo dico a marialaportinaia". Per giocare in cortile (che allora pareva enorme ed ora mi domando come ci potessero correre in bici o pattinare cinquanta bambini) bisognava attendere le quattro in estate e le tre in inverno e lei era in collegamento diretto con Greenwich per avere l'ora esatta in cui concedere il via libera. Per andare a trovare gli amici residenti al 40 era indispensabile recare seco: passaporto, invito ufficiale scritto della famiglia ospitante,  lasciapassare controfirmato dalla famiglia di appartenenza e visto concesso a discrezione personale da marialaportinaia stessa. Per posteggiare in cortile la bici in  il tempo di un panino con la nutella o di una pipì, bisognava farlo negli appositi spazi le cui misure venivano comunicate a marialaportinaia dall'ufficio pesi e misure di Sevres in cui è ancora oggi conservato il metro. Poi tutti quei bimbi crebbero, e non furono rimpiazzati, marialaportinaia andò in pensione, e nemmeno lei fu rimpiazzata. Quando come ieri, per uscire dal garage,  devo spostare di peso a braccia  quattro o cinque bici munite di lucchetto di mentecatti sedicenti universitari o meno, che comunque possiedono la lungimiranza mentale di un'ameba in fasce ( sia detto senza offesa per le amebe)  rimpiango i tempi di marialaportinaia , guardo la piccola finestra sul cortile da cui marialaportinaia lanciava i suoi anatemi e sorrido

Commenti

  1. non so come, ma adesso ho anch'io la foto, stampata in testa, di marialaportinaia.

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    1. Negli incubi più reconditi di ognuno di noi c'è una marialaportinaia, basta un nonnulla ad aprire il vaso di pandora 😬

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  2. cinquanta bambini nel cortile? raccontali Amanda...dai dai.

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    1. Il fatto è il ricordo di quei bambini si è un po' annacquato con l'idea che ho conoscendo l'adulto che sono diventati, non tutti e 50, molti li ho persi, alcuni si sono persi, altri già non ci sono più

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  3. Nella mia menticina ha la stessa faccia di Tirisina a trainera.
    Terribile.
    :-D

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  4. un vero terrore marialaportinaia! ma nessuno mai gli faceva qualche scherzo? non ci si puo' credere.....

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    1. Eravamo troppo piccoli e in quei tempi in famiglia insegnavano il rispetto delle istituzioni, fosse anche la portinaia😬

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  5. Sorrido anch'io e so per certo (io ste robe le so) che tu non avevi paura ma facevi finta di averla per non sfatare il mito di marialaportinaia.
    Ciao.

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  6. Meravigliosa, starebbe benissimo in un romanzo! Dai, scrivilo!

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