Spuntino di mezzanotte


Kalaillustration 






Adele Cesconi abita all'interno 3 di Via Madonna della Salute 31. Si pensa di poter dormire sonni tranquilli ad abitare sotto l'egida di un tale sguardo materno e amoroso, eppure da qualche tempo le sue notti sono frammentate da suoni o, per meglio dire, da tonfi, scricchiolii e rumori molesti che le rovinano il sonno. Non trova più pace. La prima notte si è svegliata di soprassalto con un senso di panico che le attanagliava le viscere; il cuore le batteva all'impazzata nel petto, un rombo di sangue che le vorticava nelle orecchie. Immobile ha atteso l'ingresso nella sua stanza di un ladro, di un malintenzionato: nulla. Adele Cesconi vive da sola, non per scelta. In realtà aveva intrecciato relazioni decisamente deludenti una volta stabilitasi nella città che le aveva offerto una opportunità di lavoro stabile. Si era sempre detta che qualcosa di meglio sarebbe arrivato e che comunque la solitudine era sempre preferibile a un compromesso e aveva finito col bastarsi. Ma ora non avrebbe disdegnato la presenza di qualcuno che la facesse sentire protetta. Ora la casa era nuovamente avvolta nel più totale silenzio. Rinfrancata aveva pensato a un incubo molesto. Uno di quei sogni appiccicosi da cui ci si risveglia a fatica: pericoli a cui non si riesce a fuggire, lampadine che non si accendono, numeri di telefono che si continua a sbagliare nel tentativo di chiedere un aiuto tanto necessario quanto inaccessibile. Aveva quindi atteso il giusto per accertarsi che si trattasse solo di un'illusione e infine, facendosi coraggio, aveva indossato le ciabatte e la vestaglia aveva scostato la tenda cercando fuori di casa l'origine dei rumori che tanto l'avevano spaventata ma nulla. I lampioni illuminavano una strada perfettamente deserta e silenziosa. Nemmeno Billy, il cane dei vicini, sempre pronto ad abbaiare, perfino alle ombre, sembrava in allerta. Adele, armata di un pesante fermaporta, aveva ispezionato l'intera casa, non senza una certa apprensione, accendendo una alla volta tutte le luci. Alla fine era tornata in camera. Aveva dovuto leggere a lungo prima di ritrovare il sonno e poiché il libro che stava leggendo era un giallo, aveva persino dovuto nuovamente alzarsi per prenderne un altro dalla pila di quelli in attesa di lettura perché non sopportava proprio l'idea di altra ansia da sommare a quella già provata apparentemente senza ragione. Il mattino seguente Marcella, la sua collega sempre pronta a farsi i fatti altrui, le aveva chiesto conto delle occhiaie che neppure il trucco era riuscito a celare. "Insonnia" aveva tagliato corto Adele mentre Marcella si lanciava in una lunga disquisizione sui cibi da evitare la sera secondo il suo nutrizionista che con una corretta alimentazione sapeva porre rimedio a tutto dal reflusso esofageo all'alluce valgo passando per l'insonnia. Gli episodi si succedono sempre più frequenti, in Adele si alternano il panico per i pericoli esterni al terrore di stare perdendo il lume della ragione. Una notte si sveglia sudata, nuovamente tachicardica e annusando l'aria le parve di avvertire molto intenso il profumo della cannella. Effettivamente il pomeriggio, rientrando dal lavoro ha visto nella fruttiera tre mele che sembravano destinate a fare una brutta fine, Ha così infornato una torta, e l'ha profumata di cannella. Come è solita fare ne ha tagliate tre belle fette. Dividere le torte con i Serafini del piano terra e la Giordani della porta accanto le permette di allontanare i sensi di colpa, non avrebbe infatti mangiato tutta la torta da sola ed è bello pensare di avere qualcuno con cui condividerla. Poi ha riposto il dolce nella tortiera in frigo. Perché dunque ora il profumo di cannella è così intenso? È una persona che ama avere sotto controllo la situazione ma questi continui risvegli notturni la destabilizzano. Ha spento la luce da non più di due minuti  quando sente un tonfo che inequivocabilmente proviene dalla sua cucina. Questa volta non possono esserci dubbi perché è sveglia, tremante si dirige in cucina in punta di piedi e intravede dal corridoio la luce bianca del frigo schiuso. Si fa coraggio e accende l'interruttore. Un essere enorme, azzurro, munito di una lunga coda simile a quella di un drago, si gira verso di lei. In una zampa regge delle carote. Le orecchie della bestia sono basse, lo sguardo pare mortificato, quasi l'espressione di qualcuno consapevole di essere stato colto in flagranza di reato. Adele si porta le mani alla bocca ma a vedere quell'espressione il grido di terrore le muore in gola. Si affretta dunque a dire "Anche lei soffre di languori notturni? Gradisce una fetta di torta? Ho giusto preparato una torta di mele, non faccia complimenti", la tortiera però è già vuota. Giurerebbe che sia un sorriso quello che illumina il volto dell'Esserone. "Felice che sia stata di suo gradimento". Ora se non le dispiace torno a letto. Quando tornerà a trovarmi non indugi, bussi pure alla porta della mia camera, sarà un piacere fare lo spuntino di mezzanotte con lei". Le sorge il dubbio che l'Esserone non l'abbia davvero compresa fino in fondo, poco male avrebbero trovato una soluzione al prossimo spuntino. 

Commenti

  1. Un bell'alibi l' Esserone che ti svuota il frigo.. ora bisognerebbe inventare il folletto che ti manomette la bilancia, et volà! ..gli spuntini notturni potranno proseguire senza eccessivi patemi.. Serena Pasqua Amanda!!

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  2. Mi capita regolarmente di svegliarmi in piena notte ansiosa e tachicardica. Mi calmo con cioccolato, e poterlo dividere conversando con un Esserone sarebbe molto gradevole. Chissà…

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