L'origine dell'Esistenza


Antonio Mora





Esìstete era la dea dei cinque sensi, nulla era definito senza di lei, i cinque sensi lavoravano notte e giorno affinché lei potesse regnare:
Olfatto  raccoglieva aromi e profumi ovunque per intrecciarli ai capelli della dea e farne corona, ma quando quella gli metteva troppa fretta, lui per dispetto raccoglieva lezzi.
Tatto le cercava pelli sode e morbide da accarezzare e muscoli tesi per il suo diletto.
Udito le portava il canto delle sirene, il suono dolce della risacca per conciliare il suo sonno, la melodia del canto degli uccelli, la musica di ogni strumento musicale conosciuto sulla terra, a volte si divertiva a spaventarla con il rombo di un tuono.
Vista  dipingeva albe e tramonti di arancio e rosso, li sfumava al viola, disegnava archi colorati nel cielo dopo la tempesta tra la luce del sole e la coltre nera delle nuvole, e di notte le accendeva le stelle, forniva livree ai manti degli animali e ogni sfumatura di verde ai boschi.
Gusto faceva ogni giorno la spesa al mercato scegliendo i frutti più succosi, le carni più tenere, la verdura più fresca, la rendeva ebbra di idromele.
Un giorno Esìstete andò da Zeus, suo padre, e disse: "Ma perché è mia sorella Afrodite la dea dell'amore? Come può l'amore nascere se io non creo gli amanti e se i sensi non operano per farli conoscere, che può mai fare lei di più? Certo può mandare Eros e fargli scoccare un dardo, ma se gli amanti sono ciechi, sordi, non odorano, non si gustano e non si toccano a che serve quel dardo?".
Zeus temette una nuova guerra tra le dee sue figlie, ché sull'Olimpo le azzuffatine erano all'ordine del giorno, con conseguenze a volte imbarazzanti a volte disastrose, bastava un nonnulla e, per calmare gli animi sull'Olimpo, era costretto a scatenare, sulla terra, terribili conflitti per distogliere l'attenzione delle figliole dal capriccio di turno. Non che a lui lo spettacolo di quegli omuncoli che si scannavano dispiacesse, specie nei pomeriggi delle domeniche d'inverno in cui tele Olimpo mandava l'ennesima replica di Medea in 118 puntate e prequel e sequel. Così Zeus disse che si sarebbe ritirato per deliberare in modo da prendere tempo e aggiunse di non tornare al suo cospetto prima di 365 albe e tramonti, sperando che di lì ad un anno Esìstete si fosse dimenticata la sua richiesta. A tale proposito Zeus ordinò ai cinque sensi di lavorare incessantemente per soddisfare ogni minima esigenza della sua figliola perché al fine, sazia, lasciasse cadere le sue rivendicazioni. Allo scadere del tempo, Esìstete si presentò al cospetto del padre chiedendo di onorare con una sentenza l'impegno preso e quello pensò che se i cinque sensi, lavorando a tempo pieno, non erano riusciti a renderla appagata, nulla avrebbe potuto lui se non darle un minimo di soddisfazione, anche se la sentenza avrebbe inquietato non poco Afrodite, quindi sentenziò: "D'ora innanzi prima verrà Esìstete lavorerà coi sensi così i due amanti in fieri si annuseranno, si vedranno, si parleranno (e forse si ascolteranno) e si assaggeranno, e solo in un secondo momento giungeranno Afrodite ed Eros e se amore dovrà essere, che amore sia". Afrodite provò a ribattere che c'erano i matrimoni combinati, e come si doveva fare dunque per quelli, Zeus sostenne quindi che quelli erano contratti che nulla avevano a che fare con lei e che proprio lei, che andava a cercarsi sempre i più belli tra gli uomini per farne i suoi amanti, non poteva pensare che gli altri si dimenticassero di avere gli occhi per scegliersi un compagno; Esìstete d'altro canto buttò lì che lei ed i sensi dovevano lavorare anche dopo il tiro a segno di Eros; Zeus allora controbattè che spesso erano impegni a breve termine e che quindi non c'era da adirarsi e da rivendicare.
E' così che va il mondo da allora, per volere di Zeus, prendetevela con lui.


Questa storia è per Ruhevoll che ha detto che esistete, voce del verbo esistere, scritto con la maiuscola gli faceva venire in mente il nome di una dea greca

Commenti

  1. bello davvero, mi sembra la teoria più valida al momento!

    RispondiElimina
  2. Fantastici ma molto profondi e utili i tuoi scritti.
    Una bella mente Esìstete, immagino, con l'accento sulla i.
    Cristiana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Cristiana, sì come vedi conl'accento sulla i

      Elimina
  3. Bel racconto. E così se un amore finisce non dobbiamo disperarci, ma dobbiamo essere fatalisti e dare la colpa a Zeus.

    RispondiElimina
  4. allora tutti i miei dolori adolescenziali erano dentro un disegno di zeus...

    RispondiElimina
  5. Fantastica! Ha ragione in effetti Ruhevoll: pensavo fosse davvero una qualche figura mitologica di cui ignoravo l'esistenza!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :D un tomazzo di epica alle medie e nemmeno un accenno ad Esìstete , ingrati

      Elimina
  6. Fantastico e veramente ispirato. Bel racconto, complimenti.

    RispondiElimina
  7. Una pagina mitologica, ci mancava! Con un pizzico di ironia e uno di saggezza, scorre che è un piacere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per la serie non facciamoci mancare nulla :D

      Elimina

Posta un commento

Post più popolari