Sugoli





Costeggiando le vigne in questi giorni di un'estate che non muore, anzi sembra godere di un'invidiabile salute e ci stupisce con effetti speciali, pare di fare il bagno nei sugoli. L'odore del mosto è così denso da ubriacare. A casa di amandapiccola, ogni settembre, dopo la vendemmia, arrivava il cugino Arrigo che portava alla zia Erminia, mia nonna,  il mosto buono delle vigne della vecchia casa dei bisnonni per fare i sugoli. Durante la preparazione dei sugoli, budini di mosto dolci, la casa si saturava di effluvi del mosto cotto e non si esclude che la nota propensione dei veneti al bere "sociale"  traesse origine proprio da questo approccio in tenera età al succo fermentato dei frutti della vigna; tuttavia a casa di amandapiccola le sugoloaddicted erano soprattutto le astemie o quasi. Si tiene infatti a precisare che dai 75 ai 90 la zia Teodolinda non andava a dormire senza la sua dose di Rabarbaro Pierandrei, rigorosamente acquistato in farmacia, senza il quale, sosteneva, avrebbe avuto terribili disturbi intestinali ed Ortensia era seguace del frate inventore del radler ( ma il frate tagliava la birra con la cedrata e lei di conseguenza). Nonna Erminia e Ortensia inforcavano il grembiule da cucina, rigorosamente bianco candido, e confabulavano davanti ai fornelli su dosi, proporzioni, quantità; la cucina di nonna Erminia infatti aveva una tradizione oralista, non esistevano ricettari né stampati, né autoprodotti. Quando il sugolo era pronto veniva versato su piatti ovali fondi da portata di varie dimensioni e si raffreddava  coperto da telo bianco, veniva poi messo nella dispensa. Non ricordo di avere mai visto i sugoli in frigo. Per giorni aprire la dispensa era un'esperienza in odorama. Le rare volte che i sugoli resistevano nella dispensa per più giorni scampando alla voracità della Signora Lina e della sorellagrande di amandapiccola (vera assaggiatrice ufficiale e giudice supremo sulla qualità del sugolo dell'anno corrente) sulla superficie compariva una pellicola pelosa di muffa. Rigorosamente la pellicola veniva grattata e il sugolo spazzolato comunque, anche se l'evento era raro. Amandapiccola non apprezzava molto il gusto acidulo del sugolo, non tanto quanto il profumo che ne accompagnava la preparazione così, almeno per la mia famiglia, la tradizione del sugolo si è estinta

Commenti

  1. Mai sentito il sugolo ma le tradizioni dovrebbero non finire mai , da me c'era la schiacciata con l'uva e Lucl' doveva essere rigorosamente "fregata", dalle vigne ha ha ha. A volte vorrei tornare indietro alla spensieratezza dei mie 6 anni.

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    1. Mi sa che la ricetta della schiacciata l'hai postata

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  2. Forse di sugolo ho sentito parlare qui da te. Io l'uva la preferisco fermentata, è una delle mie bevande preferite, e non me ne vergogno :)

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  3. Più sintonia di così!!!! mentre leggevo il tuo commento sul mio blog, mi dicevo: adesso racconto ad Amanda il mio odore dell'autunno, quello del sugolo! Perché stamattina, complici i miei supergentili locatari rumeni, mi è arrivato un cestino di uva fragola. Come resistere? Ho fatto la carpada, che è un super mosto, ottenuto con la sgranatura degli acini messi in un pentolone sul fuoco, finché non scoppiano. Poi, con memoria di unghie nere, la spremitura a mano e la conta: 1 bicchiere di mosto, un cucchiaio colmo di farina, un cucchiaio di zucchero, a bollire per cinque minuti, dopo le prime bolle.
    Erano 15 i miei bicchieri, stamattina, e sei fondine robuste di sugolo in frigo ( la cantina giusta non c'è più) e ancora la casa profuma di vigna:)
    ciao.
    z

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  4. Amanda, guarda che Sermide dista un'ora da Padova..., quindi, quando avrai voglia di sugolo.... E ce n'è anche per i tuoi amici che passano di qui!

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  5. Dalle mie parti al mosto addensato con amido ( e cenere, anticamente) si aggiungono le noci...e diventa mostarda. Un'autentica delizia!

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  6. Non avevo mai sentito parlare di questi sugoli, e forse menomale, visto che la bevanda fermentata mi piace già troppo anche senza infanzia sugolosa! :D

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    1. Sempre detto che sei mia figlioccia in pectore

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  7. Ma e invece le polentine dolci le fai o si sono perse pure quelle?

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