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L'ala rossa

  Kalaillustration  Il rumore del vento che ruzzola sull'erba alta: la piega, la incurva, la bacia e nel farlo frusciano insieme, quasi di piacere. Il sole  ora si nasconde tra  nuvole, che corrono così veloci da sembrare una mandria di bisonti dispersa dal suono secco di un fucile, ora illumina l'erba spazzata dal vento e crea onde dorate. La mano di una bambina, la mia mano, che affonda nella pelliccia morbida del cucciolo che presto si volta offrendo alle carezze una pancia rosa e rotonda. Poi si alza, abbaia e invita a seguirlo esercitando la presa dei giovani dentini sull'orlo del vestito. Il cucciolo non ha ancora un nome, dovrò dargliene uno quando avrò imparato a conoscere qualcosa in più del suo carattere. È una mattina di fine estate, si leva la polvere davanti a casa. I due uomini vestiti di nero sono tornati. Si erano presentati qui la scorsa settimana, li avevo sentiti discutere con mio padre ma erano distanti e non avevo capito di cosa parlassero. La mamma e i

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