Voli





Sentiva in lontananza un vociare indistinto, ma non la disturbava.
Si stava godendo quel lieve solletico che l'erba umida provocava alla pelle del suo polpaccio nudo, ed il tepore con cui il sole baciava il suo viso e le sue palpebre chiuse.
Le tornarono in mente le estati della sua infanzia, sdraiata, al sole, con sua cugina sul prato , di fronte alla vecchia casa, rosso cupo, segnata dagli anni e dall'umidità, un filo d'erba in bocca a parlare e ridere con gli occhi chiusi per difenderli dal sole d'agosto.
Sentiva il ghiaino sottile sotto il tallone lasciato scoperto dal sandalo estivo.
" Oh dio mio, dio mio, che ha fatto!"
Le sue braccia erano protese in alto ed indietro e le fecero tornare alla mente l'ultima volta a casa di Giovanni, le loro bocche che si cercavano, i loro corpi che si trovavano e mentre l'onda calda cresceva le sue braccia indietro afferravano la testiera del vecchio letto di ferro battuto.
I capelli si erano sciolti e sparsi, lunghe ciocche le coprivano in parte il viso.
I pensieri correvano velocissimi.
"Impossibile non si fosse accorto, giuro".
Poi la coscienza: ho appena volato.
Ed immediato il dolore diffuso, non c'erano più il solletico, la camera di Giovanni era lontana.
"Ditemi che non è vero, ditemi che non è vero".
Le voci ore erano più vicine, si facevano più distinte, e ne coglieva una inequivocabile, insistenza, urgenza.
"Mi sente? La prego mi sente?"
Ma era a lei che stavano parlando?
"Ma avete visto a che velocità andava quello?"
"Lo tenevo a distanza da un po' sembrava andasse a zig zag"
Era di lei che parlavano?

E si rivide -ma quanto tempo era passato? Non lo sapeva- l'abito estivo, in bici, lungo la linea bianca al margine destro della careggiata, felice in quel tardo pomeriggio di fine estate, pedalava e cantava.
Aprì gli occhi.
"Eccola, finalmente, come si sente, si ricorda come si chiama?"
Le sirene dell'ambulanza.
"Qualcuno ha preso il numero di targa?"
"Sì io"
Dite a Giovanni che non si preoccupi, è stato solo un volo.





Commenti

  1. Ieri ho visto un pazzo che sorpassava in curva, ha sfiorato un incidente in cui avrebbe coinvolto altre tre auto. Non capisco cosa ci sia di così terribile nell'andare a 70 all'ora su una strada provinciale, che così tanti non ci riescono e devono per forza andare più forte.

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    1. ognuno pensa ai propri diritti, nessuno pensa che un'auto è un'arma oltre che un veicolo, ognuno pensa che il suo tempo valga più del tempo altrui

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  2. L'intensità lirica dei tuoi brevi racconti è ogni volta più potente. Qui è amplificata anche dallo svelarsi graduale della situazione presente, così drammatica e urgente rispetto al volo libero dei pensieri e dei ricordi, evocati con frasi essenziali e struggenti.

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    1. tu mi vizi, finirò per crederti :)

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  3. ho firmato la proposta di legge. grazie per la segnalazione!

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  4. Non credo sia possibile scrivere questa cosa senza averla vissuta

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  5. bella... bella, bella la storia, belle entrambe le poesie "il mio amato" e "il volo"
    esemplare il link relativo alla proposta di legge (che ora vado a firnare) perchè il Blog, serve a qeusto a regalarci un attimo di sopsensione, altresì può essere un potente strumento dìinformazione

    e visto che si parla anche di voli... fantasia.. di storie di vita "per fortuna" non vissuta :)
    mi permetto di lasciarti allora questa poesia...

    Se è vera la notizia
    che il rondone dorme in volo,
    non resta più alcun dubbio
    sul valore equipollente

    di volare e sognare,
    difficile da intendere
    per chi è costretto al suolo.

    Franco Marcoaldi

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    1. grazie per esserci e per i versi :)

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  6. Le nostre strade sono dominate da una grande inciviltà. Al volante si fa di tutto fuorché prestare attenzione alla guida. Non ho mai capito che cosa si debba mai dimostrare nel condurre un'autovettura.....

    Questo pezzo ha un qualcosa di cinematografico. Brava come al solito Amanda.....pensaci ;)

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    1. pensaci in che senso ?
      concordo pienamente sul fatto che le strade siano piene di potenziali assassini e la cosa sembra non essere un problema loro

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