Quegli occhi allegri da italiano in gita









Ecco oggi parte, nulla in questi dieci mesi mi ha fatto sentire di più la sua assenza di questa partenza, non ci sono riusciti il suo compleanno, perché è avvenuto a ridosso del suo avviarsi e quindi ha fatto un groppo unico, nella mia gola, col dirgli addio. Non ci riuscì il mancato festeggiamento delle loro nozze di diamante a settembre, bisognava tentare di ignorare la cosa per non farla pesare a mamma (a volte la smemoratezza è una mano santa). Ci hanno provato natale e poi pasqua, ma non siamo una famiglia di credenti, o meglio non tutti e comunque non praticanti e le feste comandate non sono mai state una nostra fissazione.
Ma oggi, questo centesimo giro d'Italia che parte senza che lui sia incollato davanti alla TV a godersi la tappa, è una tenaglia che mi strazia. Era diventato un appuntamento irrinunciabile da quando era andato in pensione.
Il Signor B., ammettiamolo, non era mai stato uno sportivo; a parte passeggiare e giocare a tamburello d'estate sulla spiaggia, non ricordo, in oltre 50 anni, di avergliene mai visto praticare uno, ma il giro era sacro, perché diceva che nulla ti fa vedere l'Italia nel dettaglio come l'inannellarsi delle tappe, un chilometro dopo l'altro, un giorno dopo l'altro, un anno dopo l'altro, da nord a sud, dalla costa al più sperduto paesino posto al culmine di una erta salita di montagna, le bellezze conservate di questa nostra terra e quelle che abbiamo violentato.
Amava il gioco di squadra, il sacrificio del gregario, lo scatto troppo anticipato che poi a sostenere il ritmo ci si giocano i polmoni, il guizzo del campione, si indignava ogni volta che emergeva la schifezza del gioco sporco e gonfiato, ma poi tornava inesorabilmente a seguirlo ogni maggio.
Perfino lo scorso anno, quando ormai le pile era chiaro si stessero esaurendo, chiedeva di sintonizzargli la TV in camera sul giro.
Per questo Signor B. ti prometto che ne vedrò almeno un pezzetto, mi terrò informata e verrò a raccontarti se qualcuno farà l'impresa

Commenti

  1. Hai reso perfettamente l'asprezza del tuo dolore.
    Coltiva la sua memoria, i bei momenti che vi ha regalato e anche quelli che si è regalato, come quelli davanti al teleschermo nei pomeriggi di maggio.
    La bellezza dei momenti che sembrano doversi ripetere sempre, come tutto, è caduca. Ma la bellezza non muore e sta a noi rinnovarla, rigenerarla, farne e farcene dono.
    Un forte abbraccio.

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  2. Si', la consapevolezza della separazione arriva quando meno te l'aspetti, scatenato da cose che non pensavi. Ti abbraccio e sono con te a guardare il giro.

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  3. Rimpianto, amarezza, o semplicemente mancanza di un padre, il proprio e unico.
    Solo chi lo prova nel suo cuore ogni giorno può capire.

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  4. Non riesco a scrivere nulla tanto mi hai straziato il cuore. Un abbraccio caro. <3

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  5. Bene, bel ricordo di cui c'hai fatto partecipi. Io non ho molti ricordi di babbo
    l'ho conosciuto poco e a pezzi,
    so di mamma, la settimana enigmistica e le menicure
    ma questo è il posto tuo non il mio.
    Ciao a te e al signor B.

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  6. un bel passare la borraccia dei ricordi

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  7. Ci sono dei post che toccano il cuore, questo è uno di quelli. Sarà che sono diventato padre ma penso sempre di più a queste cose, alla bellezza dei momenti vissuti, agli attimi e ai ricordi che sono meravigliosi e da tenere stretti perché ci aiutano anche se non è facile. Ti mando un abbraccio grande

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  8. caro signor B. io come Amanda non amo il ciclismo, non lo capisco ma starò a guardarlo con Amanda per farle compagnia. anche nei momenti più bui.

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