Pagine estive

Partiamo dalle pagine degli amici:

C'era un sogno che mi assillava quando ero piccolo. Sognavo di svegliarmi in un mattino pieno di luce intensa, gialla, quasi arancione, o forse tardo pomeriggio, dopo uno di quei lunghi pisolini che ti lasciano un po' frastornato e incapace di definire l'ora, e cammino per la mia casa di bambino, a piedi nudi, leggero come uno spettro, o così mi sembra




Lilluzzo (Antonio Lillo per i non affezionati di questi lidi) ha pubblicato con Stilo (casa editrice con cui Giovanni Turi collabora come editor) una raccolta di racconti, La nostra voce non si spezza . In prosa Lilluz mi piace quando romanza le storie di quella Puglia che lo ha plasmato e che lui a sua volta rimodella prestando la sua voce chiara a quei ragazzi diventati uomini che non l'hanno lasciata anche se se la sentono stringere addosso. I racconti che mi sono piaciuti di più sono stati: "la grande rapina al bar tabacchi" un po' amici miei, un po' Andrea Pazienza e "Lettera ad un editor" perché me li immagino Turi a tirare da una parte e Lillo dall'altra , a Giovanni vorrei dire che magari, fosse stato per me non avrei messo all'inizio due racconti cupi uno dietro l'altro, ma io faccio la lettrice, l'editor lo fa lui. Insomma Lilluzz si fa leggere, e per quanto io lo adori come ritrattista e come poeta e per quanto ritanga che ci siano margini di miglioramento alla sua prosa, mi sembra un buon inizio






La prima notte a Sycamore, la ragazza uscì di soppiatto. Scarpe sfilacciate di tela viola, giacca nuova in morbido vinile rosso-arancio come un fiore di ocotillo, si trattenne in punta di piedi sulla soglia, quando i cardini della porta cigolarono

Bryn Chancellor. Non sparire. Ponte alle Grazie. traduzione M. Piumini

Jess ha 17 anni, due genitori di recente separati, un trasloco con la madre in una cittadina dell'Arizona del Nord. Una notte di temporale esce di casa e non fa mai più ritorno. Per diciotto anni la vita dei suoi famigliari, dei suoi amici, del suo amore impossibile sarà segnata da quella scomparsa, sospetti, sensi di colpa, intime certezze di un tragico epilogo marcheranno giorni, mesi, anni e scelte di tutta la piccola comunità. Un po' cold case un po' romanzo psicologico, una lettura molto coinvolgente.






Marina di Pietrasanta- Si chiama Irene Calamai ed è originaria  di Prato la dicciottenne che da due giorni non dà più notizie di sé. Capelli castani lunghi fino alle spalle, occhi neri, statura uno e sessantacinque circa, si è allontanata da casa mercoledì sera, intorno alle otto e mezza, in sella al suo scooter

Giampaolo Simi. La ragazza sbagliata Sellerio

Dopo Camilleri e Montalbano, dopo Malvaldi ed il barrista del BarLume , dopo Alicia Giménez Bartlett e Pedra Delicado, Sellerio mi ha incastrata anche con Simi (durante l'estate comunque mi sono letta pure il caso Catalanotti con Montalbano alla svolta esistenziale e A bocce ferme, secondo me non uno dei Malvaldi più riusciti) e il suo Dario Corbo, giornalista d'assalto di Provincia asceso agli albori seguendo il caso di Clara Calamai e poi sputato dal sistema con l'avvento delle testate online. Un'altra ragazza scomparsa e mai più ritrovata, un altro cold case, la storia personale del giornalista che si intreccia con il caso, sarcasmo, analisi delle incongruenze della società contemporanea, mi ha presa a tal punto che mi sono concessa il bis con Come una famiglia.




Sai, Luca, oggi ho fatto due conti.
Novemilacento giorni. In totale fanno poco meno di duecentoventimila ore.
Secondo una stima ragionevole è quanto mi rimane da vivere. Sempre che alla Lotteria Nera non estraggano prima il mio nome prima.
Novemilacento giorni. E' la metà di quanto ho vissuto fino ad oggi. detto così, non dà una bella sensazione. Però, dopo diciottomila giorni di vita almeno qualche risposta dovrei averla, magari alle tipiche domande che uno inizia a porsi proprio alla tua età. Quella fondamentale è sempre: chi sono?

Giampaolo Simi. Come una famiglia. Sellerio

Questa volta Dario Corbo è protagonista di riflesso, il figlio adolescente, astro nascente del rutilante mondo del business calcistico (spronato, in questo, in modo perfino nauseante dalla ex moglie) viene coinvolto in una storia di violenza di gruppo. Come padre Dario si trova di fronte a scelte durissime che cambieranno potrebbero cambiare l'intera esistenza del figlio fatta, fino a quel momento interamente di sport. Non so come Simi riuscirà a portare avanti il personaggio senza cadere nello stereotipo "Signora in giallo" (centinaia di delitti tutti centrati in pochi chilometri e tra pochi personaggi)  ma per ora la lettura fila che è una meraviglia.



L'ultima domenica di marzo del 1947 andai ad incontrare una donna che conosceva la mia vera identità.
"Ma guarda, guarda!" La portinaia uscì dalla guardiola per esaminarmi dalla testa ai piedi. "Oggi ha deciso di tirare fuori il vestito della festa, vero, don Rafael?" "Si sbaglia, Benigna, di questi tempi non c'è proprio niente da festaggiare."

Almudena Grandes. I pazienti del Dottor Garcia. Guanda. Traduzione R. Bovaia

Ormai potrei farmi un paio di pareti della casa del 4° porcellino solo con i "tomoni" di Almudena Grandes. Ma non resisto le sue storie della Spagna dalla Rivoluzione al franchismo, il suo modo di narrarle, l'intreccio dei personaggi con i reali protagonisti della Storia contemporanea, sono calamite e, pur rischiando la gobba mettendoli nello zaino per leggerli in treno, pur temendo di morire schiacciata o soffocata se il sonno mi dovesse cogliere mentre leggo a letto, basandomi sul fatto che inoltre è come fare pesistica per le braccia mentre ti perdi nelle storie di gente che ha rischiato l'esistenza per un ideale anche quest'anno mi sono persa nelle sue 784 pagine.




Piove da quando mia madre è morta. Sono seduta accanto alla finestra che dà sulla strada. Aspetto l'avvocato di mia madre nel suo studio, ci lavora solo una segretaria. Sono qui per firmare tutti i documenti relativi all'eredità: il denaro, la casa e il negozio di fiori di cui lei si occupava dalla scomparsa di mio padre. Se lo è portato via un cancro allo stomaco sette anni fa. Sono fliglia unica e sola erede legittima.

Aki Shimazaki. Il peso dei segreti. Feltrinelli. Traduzione C. Poli

Concludo con quello che ritengo un piccolo gioiello di grazia. Una storia di segreti sotto le macerie del terremoto del 1923, del conflitto Nippo -Coreano e del il fungo atomico di Nagasaki. Pesanti fardelli, legami forzati, sottratti, affetti ricomposti. Da non perdere


Commenti

  1. Amanda, io ti ringrazio, però puntualizzo che Giovanni Turi è l'editor di Stilo, ma non è la sua casa editrice, altrimenti Stilo ci ammazza...
    Per il resto grazie della lettura e dell'incoraggiamento :)

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  2. Ma perchè non ci provi anche te?!

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    1. Se ti riferisci al fatto di scrivere delle pagine di carta, confesso, a volte sono stata orgogliosa di qualche mio racconto e vanitosamente ho pensato di poter proporre a qualcuno quello che ho scritto, poi penso che di qui passa gente che è del mestiere e nessuno ha mai detto prova. L'Italia, il mondo, sono pieni di scrittori veri o sedicenti, mentre i lettori sono davvero pochi, perché dunque proprio io dovrei saper destare interesse. Allora leggo, quello lo faccio di gusto e scrivo perché mi è impossibile non farlo

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    2. Per quanto possa contare la mia voce, anch'io ti dico: prova!!!!

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  3. Mi fai un post con spiegato dove e come leggi, s'il te plait? Forza, dai istruzioni a noi mortali su come ritagliarsi spazi e tempi per portarsi a casa la lettura di 5 libri in un estate.

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    1. In vacanza sempre, andando in treno al lavoro ( quasi 4 ore), prima di addormentarmi sempre, per lo più non guardo la Tv e leggo, inoltre non ho due figli piccoli ma una gatta giovane😁😁

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  4. Tu sì che sei riuscita a sfruttare l'estate per la lettura! Io quest'estate ho iniziato mille libri poi o li dimenticavo in giro (bella la vacanza multitappe ma mi son persa un po' di pezzi in giro :D), o non mi entusiasmavano e li abbandonavo, o ne incontravo altri che mi facevano più voglia...insomma ne ho finito uno! E non mi è manco piaciuto granchè ah ah!!

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  5. Allora, Amanda cara, vediamo di mettere in chiaro le cose: le mie due settimane di ferie sono finite; da quando ho cambiato tana vado in ufficio in auto (mezzo che non facilita la lettura); dovrei mettermi a studiare per una cosa che magari sarà inutile ma ho deciso di provarci… Quindi, mia cara, vuoi cortesemente smetterla di suggerire titoli, con la tua innata capacità persuasiva, abilmente racchiusa pure in quattro righe?

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    1. Tu segna, prima o poi leggi... ma non in auto per carità!

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  6. Anch'io ho letto molto quest'estate. Il problema è che leggo sempre di più e lavoro sempre di meno...

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    1. 😁 non è mica una brutta prospettiva esistenziale

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  7. Interessanti i libri di autori italici, a partire dal tuo amico liluzzo. Quanto alla prospettiva di lavorare meno e leggere di più, ditemi dove c'è da firmare ;)

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  8. il peso dei segreti l'ho letto anche io: un gioiellino proprio come lo hai definito tu!

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