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Il frutto del semino prodigioso aveva la tendenza a volte a fischiare respirando; a volte sembrava avesse imparato dalle rane, a volte dalle cornacchie, a volte sembrava avesse studiato violino. Questi concerti respiratori avevano tenuto in allerta la giardiniera e il di lei erudito consorte per molte lune. Avevano portato il fruttino di qua e di là delle Alpi, di qua e di là degli oceani da liutai, accordatori, ornitologi e batracenologi (🤔 come si diranno gli esperti di rane?) e ognuno di loro aveva fornito le più bizzare spiegazioni sul fenomeno, fino a quando uno, più fantasioso di altri, che da bambino giocava con " l'allegro genetista", aveva trovato una spiegazione a dir poco raggelante. La giardiniera sguinzagliò l'erudito consorte a setacciare in rete tutte le nozioni possibili , questo si prese online la laurea ad honorem in medicina, la specializzazione in genetica clinica, quella in anatomia comparata batraci-cornacchie-semini-violini.
Nel frattempo lei , cui venne, per empatia col frutto del semino, l'asma, tanto per non lasciarlo solo a tossire e sviolinare, spolverò le doti stregonesche  che le erano giunte in eredità dalla sua bisnonna paterna, si fece portare bava di dinosauro dagli amici di Maria che addestrava all'anarchia, la impastò con polvere di pandistelle che le inviò sua madre, ci fece cantare sopra da una balena innamorata che cresceva segretamente nell'acquario di casa insieme a tre pesci rossi, ci fece cacare sopra dal piccolo topo che di notte si aggirava per la sua cucina nella banliè parigina ed infine ci fece soffiare sopra un sol dal frutto del semino prodigioso. Poi in una notte di luna piena lei e l'erudito consorte cucinarono tutto con tanta passione e, finché il frutto del semino dormiva, glielo fecero bere. Il frutto del semino tossì, sussultò, fischiò, frinì, barrì ed alla fine irradiò una luce azzurrina sinistra che dopo 37 minuti esatti si spense. I due tornarono a letto stanchi ma soddisfatti. Il giorno dopo il frutto del semino prodigioso fu portato da un vero genetista, il quale, dopo aver tentato di creare un albero genealogico del frutto del semino che richiese 182 fogli protocollo (e ancora, vi confesso, non è ultimato) ed aver analizzato cartelle cliniche in 68 idiomi, tre dei quali estinti, fece un prelievo al semino e si ritirò a deliberare. Dopo 32 giorni, 5 ore e 22 secondi, costati alla giardiniera e al di lei erudito consorte le prime rughe, giunse la sentenza. Il genetista disse: il frutto è intero, tuttavia un piccolo tratto della doppia elica a livello del braccio corto del cromosoma 12 in posizione.... e qui vi risparmio lettere, numeri e sigle che tanto non ci cambiano una cippa al racconto di oggi, si nota una strana, anomala luminescenza. I due coniugi si guardarono di sottecchi. Abbiamo più volte rianalizzato ma non sappiamo spiegarci. I coniugi, muti più di due mummie del museo egizio della città natale fingevano stupore perplesso. A quel punto il frutto del semino prodigioso, che fino a quel momento sembrava assente e assolutamente intento a disegnare un colloquio amoroso tra una megattera ed uno stegosauro, senza levar lo sguardo, ma con accento sabaudo tempestato di arrotatisme erre francesi disse : " quello è il filtro d'amore che mi hanno fatto bere mamma e papà", i presenti giurano che lo disse con un sorriso compiaciuto e che mentre lo diceva le punte delle orecchie si fecero per un attimo fluorescenti.



Buon compleanno Alice

Commenti

  1. Che bel racconto ! E un filtro d'amore augurale per Alice!

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  2. auguri Alice.
    Ho sbirciato dalle parti di Alice e dello Gnomo, che storia ♥️

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  3. Buon compleanno Alice!
    p.s.
    altro geniale modo di fare auguri

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  4. Auguri anche da me Alice e... attenta alla batracomiomachia che dentro casa fa disastri.

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  5. Amanda. Dovrei saperlo ormai e prepararmi una scatola di fazzoletti, un pezzetto di scottex, o almeno un bordo della maglietta da smoccolare...
    Grazie.
    Leggermi da te é come guardarsi allo specchio la mattina... e scoprirsi bellissime.

    Un abbraccio grande

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  6. ma che bella cosa...
    z
    (come sono in ritardo... quante cose da leggere, ancora)
    z

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