Un occhio ad est









Il suo occhio sinistro guardava ad Oriente, lo faceva fin da quando la Cina non era vicina e il sushi non lo conosceva nessuno, ed ora che tutti vestivano made in China e consumavano più sashimi che trippe, al Signor Oreste non importava più nulla di poter osservare orizzonti mittleuropei, alla sua età ormai gli altri si erano abituati a non capire con quale dei suoi occhi stessero colloquiando e lui si era assuefatto al suo particolare punto di vista, anche se in gioventù la cosa gli era pesata parecchio.
Oreste era rimasto vedovo da ormai sette anni e quella sì l'aveva vissuta come una beffa, le donne, si sa, sono più longeve degli uomini e lui la sua Marisa l'aveva scelta quasi dieci anni più giovane, quindi, quando se ne era andata nel sonno, lui l'aveva presa come un'offesa personale, dopo una vita di rimbrotti reciproci, lei l'aveva sfidato per l'ultima volta, lasciandolo così senza possibilità di replica.
I litigi con Marisa erano un bel passatempo da quando era in pensione, dopo che Marisa se ne era andata i lunghi silenzi li viveva come un incubo, una punizione tardiva della consorte.
Ma per Oreste parlava il suo clarino.
Quella della banda era una passione di famiglia che si tramandava di generazione in generazione, zio Fernando suonava la tromba, suo padre Titta il basso tuba.Titta era una pertica lunga e secca e quando soffiava dentro al basso tuba le gote si gonfiavano che pareva dovesse decollare in mongolfiera.
Ad Oreste ad otto anni era toccato in dono il clarino.
Era grazie alla banda che aveva conquistato Marisa.
Quando suonava in estate alla festa patronale teneva gli occhi bassi sullo spartito e tutti venivano rapiti dalla passione che metteva nell'eseguire le arie d'opera. Quando Oreste suonava dal clarino non uscivano solo note, spuntavano fiorellini di bosco e, su prati verdi di primavera, tra gli alberi, spiccava il volo un fagiano dal piumaggio brillante, ed appena il fagiano si levava in volo, dietro a lui, il pentagramma spuntava dallo spartito di Oreste e formava un ponte sopra il quale due innamorati si prendevano per mano.
Al termine di una settimana di sagra Marisa fu conquistata e trovò incantevole l'occhio volto ad Oriente.
Dopo che Marisa se ne era andata per un po' Oreste aveva abbandonato il clarino. Quando l'aveva ripreso, mentre si esercitava, uscivano solo note cupe, nessuno ci vedeva più nulla.
Poi lo trascinarono alle prove della banda e le uniche volte in cui si ripeteva la magia di un tempo, ed il clarino di Oreste tornava ad evocare immagini, era quando Mimì moriva divorata dalla tisi, o quando Cio cio san si dava la morte, allora il clarino evocava l'elegante acconciatura, nera come una notte senza stelle, della bella Butterfly, sfatta, il pugnale che scendeva nelle viscere straziate dalle pene d'amore e dal tradimento e le signore presenti alla performance si struggevano in pianti senza pari.
Ora dopo sette anni al concerto di capodanno organizzato dal comune erano tornati a sfilare, evocati dal ritmo del clarino di Oreste, i Lipizzani a passo della marcia di Radetzky, le dame ed i cavalieri che volteggiavano nella Hoffburg all'un due tre del Danubio blu e la Signora Ester, vedova, che si era trasferita in paese da poco per dare una mano alla figlia con i nipotini, in prima fila batteva le mani a ritmo, il cuore palpitante, ed apprezzava enormemente quel distinto signore canuto gli occhi intenti allo spartito, sicura di non aver mai visto nulla di più affascinante di quell'occhio volto ad Oriente.

Commenti

  1. Risposte
    1. sono riciclata :D è un racconto del vecchio blog

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  2. Ma allora nel vecchio blog sono nascosti altri tesori?

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  3. Leggere lo spartito con un occhio volto a Oriente è un casino della malora. Altro che!

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  4. A questo punto sono curiosa di leggere il seguito, perché Oreste saprà conquistare Ester vero?
    La marcia di Radetzky mi dà sempre la carica....
    Un occhio ad est è un titolo bellissimo per questa storia.... :)

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    1. Alle il seguito non l'ho ancora pensato ma la fine prevedeva che sicuramente Ester avrebbe conquistato Oreste

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  5. Anche io lo trovo affascinante, quell'occhio rivolto a Oriente :)

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