Ultima chiamata per la giustizia





102 i feriti


"I funerali si svolgono il 31 maggio. Brescia contava 210000 abitanti, ma quel giorno le strade si gonfiano di 600000 persone. Il selciato della piazza si copre di un tappeto di fiori (...).L'ondata di commozione è accresciuta dalla forte rappresentatività simbolica delle vittime. Tre donne, a incarnare un nuovo protagonismo femminile; cinque insegnanti -tra cui il giovane emigrato del Sud Luigi Pinto-, tutti impegnati nel sindacato perché la scuola, dal 1968, è riconosciuta come il più autentico motore del cambiamento; due operai, il comunista Vittorio Zambarda, una vita nei cantieri, in pensione da pochi giorni, e il Bartol, Bartolomeo Talenti, la forza motrice delle grandi lotte sociali del decennio; un ex partigiano Euplo Natali, a marcare la continuità col retaggio più nobile della storia repubblicana. L'Italia che cambia, che lotta e che spera si riconosce in quei morti e corre a rendere loro omaggio" 
(Benedetta Tobagi. Una stella incoronata nel buio. Einaudi)



Soltanto con la roccia di questo patto
giurato tra uomini liberi che volontari si adunarono
per dignità non per odio
decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo
su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi con lo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama ora e sempre
RESISTENZA
Piero Calamandrei

Commenti

  1. neanche io dimentico... ci sono eventi che non possono e non devono assolutamente cadere nell'oblio...
    e ringrazio te, sensibile Amanda per questo significativo, intenso, post

    un abbraccio *

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    1. la maggior parte di loro ha passato più tempo da morto che da vivo e abbiamo il dovere di donare loro un riposo tranquillo cercando di emettere a 40 anni di distanza una sentenza che ristabilisca verità sepolte volutamente, necessarie ad un cammino democratico, chi è rimasto ha il diritto alla giustizia per non continuare a guardare solo angosciantemente alla vita com'era prima di quella mattina di maggio

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    2. "la maggior parte di loro ha passato più tempo da morto che da vivo..."
      già solo con queste poche, intense, vere, parole hai espresso un meraviglioso pensiero, le altre che seguone, lo arricchiscono, impreziosiscono ulteriormente, sottolineando acnor di più la tua sensibilità **

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    1. Quando ho scritto questo post sull'onda dell'emozione dela lettura del libro, alcuni mesi fa, aveva un altro titolo: "la giustizia negata" perché pareva che tutto fosse chiuso con le assoluzioni del 2012, ora la Cassazione ha annullato le assoluzioni di Maggi e Tramonte, Maggi che faceva sulla carta il medico e teneva esplosivo negli scantinati delle trattorie di Venezia

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  3. quando finisci di leggere Una stella incoronata nel buio sai che la strage della Loggia non sarà più soltanto una terribile pagina della nostra storia, ma sarà anche e soprattutto la storia di Livia, Clem, Alberto, Giulietta e di Manlio che sopravvissuto ha trascorso questi 40 anni a cercare giustizia per sua moglie e per i suoi amici e per le altre vittime. 40 anni senza indietreggiare di 1 mm, nemmeno difronte alle batoste, alla negazione dell'evidenza, alle assoluzioni, ai depistaggi. Manlio Milani è il mio eroe, non posso immaginare nemmeno lontanamente cosa è passato nel suo cuore in questi anni e se anche ci provo mi sento sopraffatta. Il 28 maggio 1974 è una data che ha segnato profondamente la vita di tante persone, chi non c'è più e chi ha dovuto continuare a vivere nonostante tutto. A questa data manca ancora un pezzo, il giorno in cui sarà finalmente fatta giustizia, quella vera che ha sapore dolce e consolatorio. Io aspetto insieme a Manlio e a tutti quelli che pensano che qualcosa di buono può e deve accadere. In ricordo dei morti e per tenere vive le nostre vite.

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    1. Il grande pregio di quel libro è proprio questo narrare la storia non di vittime, ma di persone con la vita divisa in due: un prima ed un dopo e una violenza inaudita a fare da spartiacque e per qualsiasi coscienza civile dovrebbe esistere un prima ed un dopo nefandezze simili. hanno mutato anche il corso della nostra storia. Manlio è e non ha mai smesso di essere caparbiamente un testimone della nostra storia ad un prezzo incalcolabile

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  4. ci sono cose che rimangono nascoste dentro per 364 giorni e poi quando escono fanno ancora un male boia dopo così tanti anni.
    che tristezza questa Italia....

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    1. già, un rinnovato dolore, per quelle morti e per lo smacco alla democrazia che rappresentano

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  5. questo è il paese dove non succede mai niente. Ho le prove.

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    1. centinaia di morti in decine di stragi direbbero il contrario, ma poi se si va a vedere i processi, direi che hai ragione tu

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