Lo zen e l'arte della manutenzione del box doccia











A volte il mio senso di inadeguatezza connatale (mia madre deve essersi infettata con tale virus alla nona settimana gestazionale e me lo  ha trasmesso ), si trova per una scampagnata con la mia consapevolezza di essere una disordinata cronica e, sulla via del pic nic, incrociano il mio senso di colpa per il fatto di vivere lontano da casa, per lavoro, alcuni giorni della settimana.
I tre, non me la danno a bere, hanno uno ménage scandaloso, a seguito del quale mi trovo, alcune domeniche, a cucinare come se mi avessero assunta come cuoca per tre nazionali di rugby juniores e alcuni sabato a farmi prendere la mano con pulizie demenziali dopo aver constatato che chiunque è più abile di me a tener pulita, non una roulotte al quarto piano (tali sono le dimensioni di casa nostra), ma magioni di quattro stanze e tre bagni  e sessantadue finestre con vetri molati. Così stamani mi ha presa la frenesia del box doccia. La frenesia del box doccia è una malattia rara, regolarmente riportata sul portale Orphanet, con incidenza 1:1.000.000  che comporta che uno si armi di spazzolino da denti a setole rigide e, accucciato in posizione ai limiti del pornografico, si infili nel box doccia ed inizi a pulire i bordini ai limiti inferiori delle pareti scorrevoli del box che, nonostante la manutenzione ordinaria , nel tempo assumono vita propria, cittadinanza e perfino il diritto di voto e rischiano, se non ci si pone rimedio, di sfrattarti da casa tua. L'operazione demenziale ha però la capacità di riconciliarti col mondo e di mandare a quel paese per un po' i tre del losco ménage, fino a quando, dopo qualche giorno, non alzi gli occhi e casualmente noti la polvere che ti saluta, sbracciandosi, dal faretto dell'ingresso o la cacca del piccione secca sul lucernario del tinello, allora tutto dovrebbe ricominciare, ma tu hai solo due ore libere, ora che perfino la grammatica tedesca complotta contro la tua idea di evasione, e tra l'olio di gomito sullo schitto infeltrito e la lettura di un buon libro, opti per la seconda (confessate, cosa fareste voi?).
La consapevolezza di essere una disordinata cronica, l'ho sempre detto, è un'amante decisamente migliore dell'inadeguatezza connatale, tiè.

Commenti

  1. A casa mia ho appeso un cartello con la scritta "A clean house is the sign of a wasted life" (Una casa pulita è il segno di una vita sprecata).

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  2. Del resto est modus in rebus.

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  3. Mi preoccuperebbe solo la cacca di piccione, tutto il resto viene dopo un buon libro ;)

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    1. se dovessi preoccuparmi per la cacca di piccione starei fresca, sul mio tetto ne alberga una colonia scagazzatrice, mi attivo solo quando inizia a parermi autunno anche il pieno sole di primavera :D

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  4. Anch'io, soprattutto a primavera, quando la luce si posa più tagliente sulle cose, parto per le crociate.
    Pezza in resta oggi attacco le fughe delle mattonelle.
    Il problema è che la luce che si riflette dalle fughe lustre fa risaltare ciò che lustro non è.
    Ed io non ho voglia di ripartire subito per un'altra crociata.
    Concedo un punto al nemico e vado a curarmi le ferite in poltrona.

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  5. Ho presente l'operazione, ma la eseguo solo quando cambio casa! Per il resto, credo che farò mio il cartello della Silvia :D E poi la guerra contro i sensi di colpa è così affaticante che non si può sprecare tempo a combattere pure quella contro le colonie nel box doccia!

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  6. E' il periodo... alcuni di noi sono irresistibilmente attratti dalle pulizie primaverili.
    Per fortuna non tutti :D

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  7. Ti dico solo questo: io non ho ancora fatto il cambio dell'armadio. Quello dell'estate per l'inverno intendo...

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    1. Perfetto, tra poco, quando vi deciderete a sbrinare anche lassù, sarà tutto pronto

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  8. La mia salvezza sono le saltuarie visite ed ospitate degli amici, che mi obbligano ai lavori forzati, altrimenti il degrado, lentamente, inesorabilmente, subdolamente, avrebbe la meglio.

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    1. Il degrado ne sa una più del demonio

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  9. Ooooooo, anni fa pulivo anche io le fughe delle mattonelle della doccia, adesso trovo che il giallo si intorno benissimo con le pareti arancioni del bagno e non perdo tempo. Del resto, una casa in ordine è decisamente disabitata e quindi, visto che io ci vivo voglio viverci tranquilla. Se hai le manie della pulizia vieni a trovarmi, ti puoi divertire, lo sai!!! No, decisamente e fuor di ogni dubbio il libro.

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    1. Se vengo a trovarti tu prepari la pavlovna o come diavolo si chiama poi ne parliamo delle fughe

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  10. Quest'anno la Megera ha preteso l'imbiancatura(l'imbianchino per l'occasione sono io) con relativa pulizia dei battiscopa e la perfetta rigenerazione dei due box doccia (e il pulitore sono sempre io) è un lavoro da cani, anzi no, i cani non lo fanno, ma qualcuno deve pur prendersene carico!

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  11. Comunque il libro (lo zen e l'arte della manutenzione della moto) l'ho letto e m'è piaciuto un sacco, adesso non so più che fine abbia fatto perchè nella libreria non c'è, ogni tanto mi accorgo che i figli mi saccheggiano la casa.

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