Dei rapporti umani






I rapporti tra le persone sono cosa umana, e quindi come tali hanno un principio ed una fine .
Non mi riferisco ai rapporti amorosi ché quelli, oltre a tutte le altre variabili, debbono sottostare anche a quella impazzita dell'attrazione reciproca, che già non è cosa da poco.
Ci sono rapporti che non hanno bisogno di passare per la forca del "momento del bisogno" per sapere che hanno la concretezza della muraglia cinese, ci sono, si alimentano della presenza reciproca, da un affetto che non conosce il tempo, sono pochi, sono un tesoro prezioso, non temono lo scontro, la critica, fortunato colui che gode di amicizie del genere (io sono fortunata). Ci sono rapporti basati su una stima reciproca, magari nati sul luogo di lavoro, ma che vivono dei tempi e degli spazi dell'ambiente in cui si sono generati, la relazione non travalica i limiti dell'ambito in cui si è generata. Ci sono rapporti malati, sbilanciati, inappropriati che passano come meteore - alcuni è decisamente meglio se passano- lasciano tracce piacevoli, spiacevoli, amarezze, recriminazioni. 
E poi c'è questo posto qui, il luogo virtuale dei nostri incontri che mi ha regalato rapporti umani più o meno virtuali a cui tengo molto.
Come mi viene oggi di parlare con voi di rapporti umani? 
Perché l'altra settimana ho letto questo post di Ivaneuscar sul suo almanacco di conclusioni provvisorie e perché sono stata assente per quattro giorni ed in questi quattro giorni ho rivisto persone, conosciute nei tempi e nei luoghi del lavoro, che per me erano importanti anche aldilà di questo ambito, ma mi sono accorta che non sempre la sensazione di assenza, causata dalla distanza, era reciproca, ci sono persone che coltivano opportunità più che rapporti interpersonali, io non sono un'opportunità in ambito lavorativo, tranne forse quando c'è da sfruttare il mio lavoro.
D'altra parte, dato che la rete permette di esserci anche quando in realtà non si è presenti, è successo che qualcuno di voi si è accorto comunque della mia assenza e la cosa mi ha fatto piacere, perché dietro alla facciata di una pagina virtuale alla fine è il respiro che passa, un alito di vita, leggero come una brezza di primavera ma che scalda come una sciarpa in inverno. E' per questo che essendo una coltivatrice di rapporti umani, male sopporto la chiusura di una porta, anche virtuale. Io continuo a concimare e ad annaffiare sperando che qualcosa germogli, siano fiori profumati o succosi pomodori,o piccanti peperocini, sperando sempre che durino quanto un'edera e che siano piacevoli per gli altri come lo sono per me

Commenti

  1. Mi stupisce, anche se per poco, la creazione di simpatie, di vere e proprie amicizie tra persone che non si sono mai viste in faccia. Mi stupisce per convenzione, ma lo stupore dura poco perché non c'è proprio nessun bisogno di vedere e toccare una persona per affezionarsi a lei. Quello che scrive è quello che sente, che pensa, che è, e questo è tutto quello che serve.

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    1. il primo anno è stato uno stupore continuo e c'era anche un po' di diffidenza, poi lo senti se dietro quello che uno scrive c'è davvero ciò che pensa e ai miei amici di tastiera non rinuncerei mai, e quando qualcuno è sparito è stato un piccolo lutto

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  2. sei una coltivatrice di rapporti. ed è importante che tu lo faccia in maniera diretta.
    ecco, dovresti essere più coltivatrice diretta.

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    1. :) Porco a te bisogna coltivarti con attenzione, se ti si lascia fare dilaghi, ogni tanto vai potato, ma non rinuncerei mai al Porco, il Porco è il mio buongiorno e la mia buonanotte :D

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  3. L'amicizia è il sentimento più difficile e anche il più stereotipato. Il più raro, perché è amare senza possedere, senza esclusività, senza fede cieca, senza egoismo, senza quella passione tipica di un rapporto amoroso che offusca facilmente altri aspetti. È qualcosa che si costruisce lentamente e si distrugge in un attimo, come un castello di carte.
    Dopo tante bidonate, non sono sicura di avere qualcosa del genere e se anche l'avessi, non la riconoscerei subito. E se anche la riconoscessi, non l'ammetterei per scaramanzia.

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    1. uh com'è difficile lei, io vado di pancia, poi rimedio qualche pugno -se mi guardi manca qualche dente :) - ma ad amore e ad amicizia non rinuncio

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    2. buon per te, io vado coi piedi di piombo ;)

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  4. Ciao Amanda, solo due anni fa sono stato fustigato a sangue da mia figlia, allora lavorava a Londra, perché voleva convincermi a navigare con lei e nel web. Due anni di scoperte e incontri continui con tante, e per ora, tutte Belle persone. Non riuscirei più a farne a meno.

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  5. si a pensarci bene è davvero strano a volte ci raccontiamo, discutiamo e non ci siamo mai visti, ma ci sono casi in cui davvero non sembra dividerci una tastiera, e il virtuale sparisce in poco tempo

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    1. ti dirò che ogni volta che ne ho avuto l'occasione il diaframma della "virtualità" l'ho rotto, ma non mi sono parse diverse le persone di persona da come le avevo intuite in questo mondo, eccetto rari casi

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  6. e poi che dire del fatto che i rapporti nati qui (parlo di amicizie) sono immuni a molte delle disgrazie del reale?
    quasi quasi comincio a cercarmi dei parenti virtuali da sostituire a quelli reali. non che li detesti, ma la famiglia a volte si fa ingombrante.

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    1. i parenti mi sa che, anche virtuali, te li ritrovi così, pacchetto regalo,tra capo e collo senza possibilità di scelta e tocca tenerli perché quasi sempre la garanzia è scaduta

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  7. anche io come te sono una coltivatrice di rapporti umani, faccio nido, difficilmente riesco a lasciar andare le persone e me ne dispiaccio sempre quando capita (anche se è normale possa succedere) ma lascio sempre una porta aperta, le porte non le so chiudere, mi concedo e concedo sempre un'opportunità

    la vita reale mi ha ragalato delle preziose amicizie, così come il web, perché dietro a questo schermo, asettico.... ci siamo noi persone, ognuna con la nostra storia personale, sentimenti, sentire, e il web, mi ha consentito di entrare in contatto con persone splendide che mi sento di chiamare Amiche/i al pari di quelle reali, per la disponiblità, la capacità di ascolto, emozioni che mi ragalano, altresì per il supporto che spesso mi hanno offerto nei momenti di bisogno, alcuni di questi rapporti poi li ho portati con me anche nella vita reale.

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  8. Anch'io ero incredulo, quando mi affacciai nel Web, ormai un bel po' di anni fa... ma la realtà (virtuale?) mi ha smentito: anche qui si coltivano rapporti umani - certo, nascono, crescono e si sviluppano in modo diverso rispetto ai rapporti coltivati "de visu", nella cosiddetta vita reale, ma sanno ugualmente di condivisione e persino, talvolta, di complicità e di affetto. Per certi aspetti sono particolarmente preziosi, questi rapporti intessuti nella Rete e grazie alla Rete, forse proprio perché sono doni inaspettati, capaci di vincere le paure "pregiudiziali". Le cose bisogna provarle sul campo, prima di giudicare, diceva un tale...

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    1. doni inaspettati ecco la giusta definizione :)

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