Un Papero ci salverà


Lucia Heffernan





Non erano tempi felici quelli, l'anno aveva indossato un giorno in più e lo aveva rivestito di ansie e paure. Il mondo intero si scopriva incredibilmente piccolo e fragile.
Un uomo si svegliò dopo un sogno e si era trasformato in un Papero, ma la cosa, invece di turbarlo, lo rasserenò. Fece meditazione come se nulla fosse cambiato. Bagnò le piume in Bisenzio, poi col sole alto si levò in volo, trovò assolutamente bella quella sensazione di leggerezza e libertà. Quindi restò per un po' in equilibrio su un ramo si guardò intorno e poi sorrise. Non mi chiedete come si capisce che un Papero sorride, non saprei spiegarlo, ma so esattamente quando lo fa. Aveva colori bellissimi quel Papero poiché aveva appena fatto la muta. Era un Papero abituato a viaggiare, non perché migrasse, ma perché aveva sposato la fantasia e quella lo ricambiava di un amore smisurato e nutriva quel loro amore di poesie e pagine di libri.
L' anno col giorno in più aveva congelato con un incantesimo tutti gli uomini nelle case, ma il Papero volò sopra quelle regalando sorrisi. Da dietro a una finestra un bimbo lo vide e lo indicò al nonno, insieme salutarono il volo del Papero e improvvisamente si accorsero che fuori della finestra i colori e i profumi erano quelli della primavera: il tempo della rinascita. Accesero la radio e cantarono insieme. Il Papero proseguì il suo volo e giunse presso un balcone fiorito. Da quello si affacciò una donna. Il Papero la guardò sorridendo e le disse "Squek" e lo disse in modo così dolce che la donna ricambiò sorriso e saluto "Squek". Io non lo so se il Papero tornò ad essere Uomo al risveglio successivo, ma poco importa: la grazia bacia i dispensatori di sorrisi.


Lucia Heffernan


BUON COMPLEANNO GIARDIGNO

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