Ma il cappotto non si può




Fuori le temperature ondeggiano tra i 30 ed i 40 gradi, l'umidità tra l'80 ed il 90 %, la gente se potesse si trasferirebbe in Alaska o in Australia dove pare ci sia un'ondata di gelo senza precedenti; si farebbe teletrasportare da un posto refrigerato ad un altro; sogna di avere come compagno di ballo un pinguino ed il ballo dovrebbe essere un lento altrimenti si suda lo stesso; vorrebbe fare il bagno in una granita; metterebbe il cuscino in frigorifero; teme di dover accendere un mutuo quando arriverà la bolletta elettrica di fine estate con le spese dell'aria condizionata indispensabile ad un minimo di dignitosa sopravvivenza; sa a memoria il decalogo per le giornate calde della protezione civile e si arrabbia per l'ennesimo servizio del TG che te lo spaccia come nuovo da un trentennio; ha fatto schizzare alle stelle il consumo medio pro capite di meloni ed angurie, quello di magnesio e potassio e di gocce di Gutron che salvano dallo svenimento le poverette che già in un qualsiasi martedì di marzo hanno la pressione minima a 3 mmHg; gira con la bottiglia dell'acqua fresca indispensabile a non finire secco come un'aringa o uno stoccafisso ma che dopo un nanosecondo si scalda come il brodo di cappone di natale (per non dire di peggio); non urla nemmeno più perché altrimenti suda.

E quegli scellerati dei Direttori delle riviste che fanno?
Pagine di sfilate in cui le modelle girano con cappotti grazie ai quali la divisione Julia sarebbe tornata a casa fino all'ultimo uomo sconfiggendo il generale inverno siberiano, piumini per inverni che non si vedono più da quello dell'85 del grande gelo o quello del 56 quando nevicò perfino a Roma, ma non c'era Alemanno a gestire l'emergenza neve, quindi tutto sommato non andò neanche tanto male.

Ora se il costume in pieno inverno fa venire voglia di vacanze al mare, il cappotto pubblicato nella più torrida estate degli ultimi 60 anni scatena l'istinto omicida, state attenti signori Direttori è noto che il caldo infiamma i peggiori istinti

Commenti

  1. Quegli scellerati direttori delle riviste sono schizofrenici. Su una facciata pubblicano i cappotti e su quella a fianco i consigli contro il caldo, tra cui, prendendoci per rincoglioniti, quello di vestirci con abiti leggeri.

    RispondiElimina
  2. La parola d'ordine è spegnere tv, chiudere riviste, tanto un piumino di quello a noi che non siamo 1.80 non serve ;)
    E' vero fa caldo, io sono la prima a soffrirne ultimamente, però è estate e, piuttosto che farmi crescere le branchie dalla troppa pioggia come lo scorso anno, preferisco così.
    Intanto sogno il mare, prima o poi arriverà il momento....

    RispondiElimina
  3. Lettura rinfrescante. Prendessero esempio i signori Direttori!

    RispondiElimina
  4. Che poi, se fa un inverno caldo come quello dell'anno scorso, tutti i loro scafandri imbottiti gli restano sul gobbo.

    RispondiElimina
  5. E tu non le guardare le riviste con le modelle incappottate...
    aaaahhhhh l'Alaska! ma anche la Patagonia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. oh la Patagonia come ho potuto dimenticarla?

      Elimina
  6. Ci sono già i cappotti in vetrina e le magliette vengono relegate in un angolino del negozio... rigorosamente refrigerato ad una temperatura di meno 15, così quando entri bella sudata ti becchi la polmonite.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :D malefica strategia di marketing

      Elimina

Posta un commento

Post più popolari