Legàmi 2.0



Per questa lettera aveva riesumato la Montblanc che gli era stata regalata alla laurea, aveva scelto con cura la carta ed aveva deciso per un inchiostro rosso, perché era quello il colore che il flusso di pensieri che premeva sul pennino imponeva

Cara Giulia,
immagino la tua faccia stupita nell'aprire la cassetta delle lettere, nello scorgervi una lettera indirizzata a te, non una bolletta da pagare, non la pubblicità di un abbonamento da sottoscrivere, ma una missiva con il tuo nome sopra l'indirizzo e con il mio sul mittente.
L'avevo tenuto, questo indirizzo, quando mi avevi regalato quel CD che cercavo da tempo senza successo, sapevo che prima o poi ne avrei fatto buon uso.
Quella volta eri stata tu a sorprendermi: quando trovai il pacchetto avevo il sorriso di un bimbo la notte di Natale davanti all'albero.
Ricordi che ti avevo raccontato dello scrigno che ho ereditato?
Ricordi le lettere di famiglia, quella lunga trama d'amore lungo le generazioni e quelle che ti trascrissi e che mi dicesti che tanto ti avevano commosso?
Allora le lettere servivano a tener desto un sentimento che suggellava l'impatto emotivo che i sensi avevano creato: occhi  si erano incrociati, mani si erano sfiorate, profumi avevano inebriato e poi ancora sapori condivisi, suoni familiari,musiche che accompagnavano momenti comuni.
Noi ci "conosciamo" da un anno, ci siamo costruiti ponti di parole che hanno colmato i limiti della distanza. Abbiamo condiviso pagine di libri, battaglie sociali, brani musicali, racconti di esperienze, qualche foto.
Abbiamo riso insieme e diviso preoccupazioni senza mai esserci incontrati.
Ma ora ho capito che tutto questo non mi basta, ho bisogno di regalarti un'altra dimensione,ho bisogno che la luce del tuo sorriso muti sempre insieme a quella dei tuoi occhi, che non resti congelata su uno schermo, ingabbiata in milioni di pixel.
Ho bisogno di sentire il calore del tuo contatto, fosse solo quello di una stretta di mano.
Ho bisogno di vedere il colore che ti sale alle gote mentre sorseggi un bicchiere di rosso e mi racconti le cose che per te sono importanti.
Voglio conoscere il profumo della tua pelle.
Per questo ho preso un biglietto del treno ed ho prenotato una stanza in una pensione della tua città, voglio che tu possa giocare in casa e sentirti libera.
Sarò lì nel weekend tra quindici giorni, avrai quindi il tempo di fermarmi se non ti dovesse piacere l'idea di incontrarci, io ormai lo ritengo indispensabile e così fondamentale per me che una mail mi pareva un abito troppo misero per quella che è quanto io abbia  potuto partorire di più simile ad una lettera d'amore.


Enrico


Prima di spedirla aveva copiato la lettera ed aveva inserito la copia nello scrigno, zia Francesca avrebbe approvato

Commenti

  1. Buongiorno...sempre bello leggere i tuoi racconti..

    RispondiElimina
  2. anch'io approvo come zia Francesca!
    una lettera d'amore dei giorni nostri che però trova posto in quello scrigno così ricco di sentimenti perché a parlare d'amore possono cambiare le parole, i modi, i riferimenti ma il senso è sempre lo stesso.
    Ottimo Mulligan, perfetti Merini e Benedetti.
    ed eccellente tu !

    RispondiElimina
  3. Risposte
    1. già non bastano, però fortunatamente ci sono

      Elimina
  4. Ricevere un biglietto scritto a mano e' piacevole quanto raro....a me piace anche scriverli. La Trip avrebbe sghignazzato su questa nostra vena romantica...la conosco troppo bene...per lei le frasi d'amore servono solo da involucro a cioccolatini con carta blu altamente sbafabili :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. tu pensa che essendo allergica alla frutta secca i cioccolatini suddetti non li mangio ma rubo i bigliettini.......non ho speranza

      Elimina
  5. Non ce la faccio a leggere con la dovuta attenzione questa lettera d'amore, sono di passaggio in biblioteca. Dò alla lettera un appuntamento per lunedì e vi auguro uno strepitoso week-end! A Treviso sono tornati i 30 gradi!

    RispondiElimina
  6. che meraviglia ^ _ ^ una lettera d'amore che va oltre quelle che sono le barriere di uno schermo, i "ponti" servono ad unire quelli di parole, mettono in comunicazione le anime consonati, le alchimie che si celano dietro agli schermi, pixel, sono in grado di creare legàmi talmente intensi e profondi

    RispondiElimina
  7. Sì è vero, qui, ancor prima (se si avvera. succede) di arrivare a conoscersi nella realtà, ci si conosce interiormente, e spesso complice lo schermo, che un po' ci protegge e rende più coraggiosi, si raggiunge un grado di intimità, profondità, mol forte, forse perché proprio scevro dell'impatto emotivo della fisicità, gestualità, che sono sì importanti, ma che a volte ci impacciano un po'

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari